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BREVETTI PER MODELLI DI UTILITÀ

“Possono costituire oggetto di brevetto per modello di utilità i nuovi modelli atti a conferire particolare efficacia, o comodità di applicazione, o di impiego, a macchine, o parti di esse, strumenti, utensili od oggetti di uso in genere, quali i nuovi modelli consistenti in particolari conformazioni, disposizioni, configurazioni o combinazioni di parti...” (art.2 Legge Modelli-L.M.). Questo tipo di brevetto è una particolarità dell’ordinamento italiano e sono pochi gli Stati che possiedono questo istituto (tra i più importanti vi sono Cina, Germania, Giappone, Portogallo, Spagna), per cui l’inventore che volesse estendere all’estero un brevetto depositato in Italia come modello di utilità, dovrebbe limitare tale deposito solo ai Paesi suindicati, oppure estenderlo come brevetto per invenzione, dove la valutazione dei requisiti di brevettabilità lo consenta. Dalla lettura dell’articolo appena citato si deduce che la tutela mediante brevetto per modello di utilità può essere ottenuta per quelle creazioni intellettuali che siano:

• oggetti materiali;

• nuovi;

• in grado di apportare dei vantaggi rispetto agli oggetti preesistenti;

• che questi vantaggi siano di natura tecnico-funzionale.

Quanto ai requisiti di brevettabilità per i modelli valgono, con i debiti adattamenti, gli stessi indicati ed esaminati per le invenzioni. Il brevetto per modello di utilità tutela, dunque, le nuove forme, idonee a conferire ad un prodotto industriale vantaggi di natura tecnico-funzionale, e in altre parole quella “particolare efficacia o comodità di applicazione o di impiego” accennata.