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MODELLI DI UTILITÁ E INVENZIONI

Dinanzi al problema della distinzione tra brevetto per invenzione e brevetto per modello di utilità, spesso la giurisprudenza si è espressa nei termini di escludere il brevetto di invenzione in presenza di un miglioramento di un prodotto già esistente, e nell’ammetterne la sussistenza in caso di nuovo prodotto. Nei fatti è difficile indicare quali forme soddisfino i requisiti di brevettabilità per modello e quali per invenzioni. Tuttavia si può dire che, in linea di massima, restano escluse dalla protezione dei modelli di utilità, le invenzioni nel campo della chimica e dell'elettronica, in quanto le ipotesi riscontrate riguardano solo il campo della meccanica. Potrebbe darsi che venga presentata una domanda di brevetto per invenzione, mentre si tratta di un modello di utilità. La Legge 14 febbraio 1987 n. 60 ha risolto tale situazione d’incertezza, e penalizzante per il richiedente, introducendo l'istituto della conversione del brevetto nullo: «il brevetto nullo può produrre gli effetti di un diverso brevetto, del quale contenga i requisiti di validità, e che sarebbe stato voluto dal richiedente, qualora questi ne avesse conosciuto la nullità. La sentenza che accerta i requisiti per la validità del diverso brevetto dispone la conversione del brevetto nullo». Con tale emendamento si consente al titolare di una domanda di brevetto per invenzione, carente dei requisiti necessari, sulla base del riscontro effettuato dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), di ottenere la diversa tutela del modello mediante una semplice richiesta, e senza alcuna formalità. Sarà poi il giudice ordinario ad emettere una sentenza di conversione da brevetto per invenzione a brevetto per modello.