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OBIETTIVI DI UNA STRATEGIA BREVETTUALE

Il ricorso alla protezione brevettuale deve proporsi come obiettivo non soltanto la proprietà esclusiva e assoluta sulla invenzione oggetto del brevetto. E' importante affiancare a questo obiettivo principale una serie di obiettivi, per così dire complementari, che possono essere riassunti nei termini seguenti:

1) creare, tramite il deposito di un brevetto, un elemento di contrasto sul cammino dei concorrenti, con effetto deterrente nei loro confronti;

2) sfruttare i brevetti non direttamente strategici attraverso la concessione di licenze, esclusive o non esclusive e per territori diversi, sui brevetti stessi;

3) utilizzare i brevetti come stimolo alla innovazione e alla valorizzazione della ricerca, anche per un più facile coordinamento dei flussi di tecnologia all'interno dell'azienda o del gruppo di ricerca;

4) valorizzare i brevetti, così come gli altri titoli di proprietà industriale, come cespite patrimoniale di bilancio, o almeno a livello di incremento di immagine dell'impresa, e in vista di un possibile impiego come elemento di scambio in accordi con la concorrenza.

Sempre sul piano delle considerazioni di carattere generale, è in ogni caso necessario che il brevetto (e quindi la scelta di brevettare) non venga mai considerato come fine a se stesso, ma valutato come uno strumento di strategia per perseguire i propri fini.

Nella valutazione strategica della opportunità di brevettare entrano in gioco una serie di fattori che analizziamo brevemente.

1. Un primo criterio da analizzare è quello della libertà di sfruttare l'invenzione . In effetti, un'invenzione può essere perfettamente brevettabile, quando possiede i requisiti visti in precedenza, ponendosi tuttavia in un rapporto di dipendenza rispetto a uno o più brevetti anteriori di terzi. Occorre in altre parole tenere sempre presente il fatto che il brevetto conferisce sì un diritto di escludere i terzi dallo sfruttamento dell'invenzione, ma non conferisce automaticamente al suo titolare il diritto di farne uso. La valutazione della libertà di sfruttamento presuppone che prima sia stata fatta una ricerca volta a identificare i brevetti anteriori da tenere in debito conto. Queste verifiche saranno tanto più facilitate quanto maggiore sarà il coordinamento tra l'attività di ricerca e la raccolta e l'aggiornamento della letteratura brevettuale, e la conseguente disseminazione all'interno delle informazioni così raccolte. Se non verranno individuati brevetti precedenti rispetto ai quali l'invenzione si pone in rapporto di dipendenza, l'esito finale sarà senz'altro a favore della brevettazione.

2. Un ulteriore criterio da considerare è quello del valore industriale o tecnico-economico dell'invenzione , che dovrebbe essere formulato sulla base principalmente dei seguenti elementi:

• il grado di originalità tecnica dell'invenzione;

• i vantaggi tecnici derivanti dall'applicazione della invenzione a livello di procedimento di fabbricazione o di prodotto;

• i vantaggi economici e commerciali;

• i vantaggi sul piano industriale e concorrenziale conseguenti allo sfruttamento dell'invenzione.

3. Un terzo fattore è certamente quello del valore commerciale dell'invenzione , che può essere determinato con una proiezione del giro d'affari che si prevede di realizzare attraverso lo sfruttamento dell'invenzione e la commercializzazione del prodotto, e del giro d'affari indiretto conseguente alla potenziale concessione di licenze.

4. Vi è un'ultima serie di fattori, più o meno rilevanti, da considerare nel determinare il valore dell'invenzione e, quindi, nel valutare se brevettare o no l'invenzione. In particolare, devono essere considerati quei fattori derivanti dall'effetto di stimolo all'innovazione che la brevettazione esercita quando essa intervenga in un quadro armonico della politica di innovazione, nei confronti del personale addetto alla ricerca e allo sviluppo. Se la brevettazione si traduce anche in riconoscimenti per i ricercatori, ci si può attendere un incoraggiamento a fare ulteriori invenzioni o quanto meno ad assumere, da parte di tecnici e ricercatori, un atteggiamento attivo nell'individuare e segnalare elementi suscettibili di brevettazione. Infine deve essere ricordato un ultimo fattore. Abbiamo già affermato che il numero dei brevetti conseguiti non significa necessariamente che il portafoglio brevettuale così costituito sia di grande valore. Tuttavia è certo che l'esistenza di un portafoglio brevettuale consistente, quando questo sia il risultato di una politica brevettuale razionale e ben gestita, contribuisce all'immagine dell’attività di ricerca nel suo insieme e quando questa debba essere valutata sul mercato, oppure considerata come possibile partner per accordi e joint-ventures. Infine, contribuiscono a determinare il valore indiretto del brevetto, possibili vantaggi fiscali, agevolazioni o quant'altro possa essere conseguito, sulla base della legislazione destinata a favorire l'innovazione.

Volendo trarre alcune conclusioni da quanto sopra esposto, pare importante riassumere i seguenti aspetti:

a) Il brevetto, come qualsiasi altro bene, non è un oggetto di cui entrare in possesso e poi nasconderlo in un cassetto, ma al contrario è uno strumento che va utilizzato per ottenere un vantaggio competitivo nei confronti dei concorrenti: vantaggio inteso sia come esercizio di monopolio sul mercato di un certo ritrovato brevettato, sia come sorgente di introiti economici conseguenti alla concessione di licenze a terzi.

b) Perché questo vantaggio competitivo possa avvenire, bisogna che tutti i soggetti impegnati in attività di ricerca siano sensibili al problema dell'ottenimento e della difesa dei brevetti; vale a dire dispongano delle risorse per conoscere il mercato e i concorrenti e posseggano il know-how tecnico legale per far rispettare i propri diritti da chi li infrange indebitamente.

c) La capacità di impostare una strategia fondata sui brevetti è una possibile fonte di remunerazione ed è il tipo di strategia che deve divenire appannaggio di tutte le attività di ricerca innovativa.

d) I cambiamenti in atto a livello mondiale rendono ancora più urgente l'importanza di conoscere, utilizzare e fare valere con efficacia i diritti che le leggi brevettuali mettono a disposizione.