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CONCLUSIONI

La tutela dei diritti sulla proprietà intellettuale è diventato uno dei compiti di maggior rilievo della nuova Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization – WTO).

La protezione a livello internazionale dei risultati connessi alla tecnologia utilizzata, alla creatività ed all’inventiva è un fattore cruciale per la competitività e lo sviluppo delle imprese nell’ambito dell’economia mondiale. I cosiddetti “Intellectual Property Rights” sono i nuovi strumenti, che consentono la penetrazione nei mercati esteri e la loro tutela è al centro dei rapporti commerciali internazionali e diplomatici La WTO svolge in particolare le seguenti funzioni:

• emanazione di norme che regolano il commercio e i servizi commerciali

• regolazione degli accordi sulla proprietà intellettuale, sotto l’aspetto commerciale (Accordo TRIPs).

• rafforzamento del meccanismo di definizione e risoluzione delle controversie. L’Accordo TRIPs è fondamentale in questa materia. Esso disciplina le aree dei diritti di proprietà intellettuale (brevetti, marchi, indicazioni geografiche, diritto d’autore, disegni industriali, progetti dei circuiti integrati, informazioni riservate, diritti dei paesi confinanti), svolgendo in particolare le seguenti funzioni:

• fissazione di standards minimi di tutela per i Paesi membri;

• definizione dei diritti garantiti da questa protezione;

• determinazione delle possibili eccezioni all’applicazione delle norme.

In sostanza, tale accordo, che stabilisce un livello di protezione internazionale qualitativamente uniforme, ha comportato non solo modifiche sostanziali nelle legislazioni dei Paesi in via di sviluppo, ma anche ulteriori cambiamenti nelle nazioni industrializzate. Volendo formulare delle previsioni sugli sviluppi futuri della proprietà intellettuale, occorre individuare i protagonisti dei progressi compiuti e che si stanno compiendo: le grandi industrie dei Paesi industrializzati e le amministrazioni nazionali di taluni Stati, in primo luogo Stati Uniti, Germania e Giappone.

Quando parliamo di amministrazioni nazionali ci riferiamo a potenti organismi dotati di vaste autonomie e potere decisionale: l’USPTO (United States Patent and Trademark Office) con sede a Washington e l’Ufficio Brevetti di Tokio. Ulteriore centro di potere di tutto rispetto è considerato anche l’EPO (European Patent Office), in seguito alla costituzione, all’avvio, ed al notevole successo ottenuto dal brevetto europeo e in vista anche della futura introduzione del brevetto comunitario, che utilizzerà le medesime strutture e organizzazione.

Tra i principali protagonisti va elencato sicuramente la “World Intellectual Property Organization” (WIPO, oppure OMPI in francese) organismo dell’ONU con sede a Ginevra. Obiettivi statutari dell’OMPI sono:

• promuovere la tutela della proprietà intellettuale in tutto il mondo, attraverso la cooperazione fra gli Stati e, dove appropriato, in cooperazione con altre organizzazioni internazionali.

• assicurare la cooperazione a livello amministrativo fra gli stati membri delle varie Unioni o Convenzioni nel campo della proprietà industriale e del copyright. Tutti i Trattati di cui abbiamo parlato sono amministrati dall’OMPI, ad esclusione della CBE, della CBC e dell’OAPI (Organisation Africaine de la Propriété Intellectuelle), che sono delle Convenzioni regionali.

L’Accordo concluso con le Nazioni Unite abilita l’OMPI come agenzia speciale responsabile per la promozione dell’attività intellettuale creativa e per facilitare il trasferimento di tecnologia correlato con la proprietà industriale verso i Paesi in via di sviluppo, al fine di accelerarne la crescita economica, sociale, culturale. Il sistema internazionale dei brevetti e marchi non ha il solo effetto di raggruppare i Paesi; è anche il solo strumento che permette uno scambio costante di informazioni sui più recenti progressi della tecnica registrati in tutto il mondo. Combinando questi vari protagonisti con la situazione in cui viviamo, in cui si realizzano progressi rivoluzionari nel campo del trattamento delle informazioni, dei dati, delle telecomunicazioni, della tecnica in genere, possiamo costatare che una serie di fattori spingono verso un’armonizzazione, a livello mondiale, delle procedure di deposito e concessione di brevetti. Tale armonizzazione potrebbe realizzarsi in futuro, anche riguardo agli aspetti amministrativi, presso l’Ufficio Brevetti Europeo, l’USPTO di Washington e l’Ufficio Brevetti di Tokio. Così un brevetto concesso dall’Ufficio Europeo dei brevetti potrà servire da base per la concessione di un brevetto giapponese e viceversa, a condizione che una corrispondente domanda di brevetto giapponese sia stata depositata.

I vantaggi, che potranno derivare da una collaborazione di questo genere, consisteranno nel fatto che:

• ciascuna delle tre amministrazioni riconoscerà come valido e vincolante il risultato della ricerca e/o dell’esame compiuto dalle altre due;

• il superamento favorevole delle fasi di ricerca e di esame davanti ad una sola delle amministrazioni sarà sufficiente per ottenere una protezione equivalente nei Paesi o gruppi di Paesi dove operano le altre due.

Tutto questo si tradurrà in una rilevante economia di tempo e di costi necessari all’ottenimento di una serie di brevetti internazionali, in un’ottica di maggiore garanzia di tutela dei propri investimenti. Il brevetto, infatti, conferisce dei diritti che proteggono le invenzioni e gli investimenti occorrenti per il loro raggiungimento. Senza tale tutela di carattere monopolistico le imprese non potrebbero impiegare, nella ricerca e nello sviluppo, i propri capitali, indispensabili per il progresso tecnico. E’ necessario che il brevetto ed il marchio diventino una componente essenziale della cultura aziendale e che le stesse imprese realizzino ogni sforzo per inserirsi adeguatamente in un contesto brevettuale internazionale. A tal scopo riteniamo consigliabile suggerire alle aziende di dotarsi di una struttura minima con compiti di valutazione, strategia, coordinamento e controllo, e di operare utilizzando servizi brevettuali esterni. La funzione Brevetti e Marchi considerata deve essere collocata all’interno dell’impresa in una posizione tale che le consenta di collaborare in maniera sinergica con le funzioni Ricerca e Sviluppo, Marketing, alle dirette dipendenze della Presidenza.

I compiti che vanno ad essa assegnati sono i seguenti:

• brevettazione dei risultati delle ricerche;

• monitoraggio dell’attività di ricerca dei concorrenti;

• sorveglianza di eventuali episodi di contraffazione dei propri marchi;

• esame della libertà che l’azienda ha di attuare un determinato processo, di usare una determinata apparecchiatura, di produrre un certo prodotto e di metterlo in commercio senza incorrere in contraffazione di brevetti di terzi. Le aziende dovrebbero, inoltre, organizzarsi anche dal punto di vista della documentazione brevettuale, al fine di disporre di un’efficiente aggiornamento scientifico, di controllare l’attività brevettuale dei concorrenti e di essere in grado di presentare opposizioni a brevetti di terzi. Infine, perché l’impresa si inserisca adeguatamente in un contesto brevettuale, è necessario che tutte le funzioni abbiano ben chiari lo scopo, il significato del brevetto e l’importanza della sua tutela, quale presupposto essenziale di realizzazione di investimenti e di attività.