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MARCHIO COMUNITARIO

Il regolamento Ce 40/94 del 20 dicembre 1993, modificato in parte del regolamento n. 3288/94 del 22 dicembre 1994, ed ufficialmente operativo dal 1° aprile 1996, ha istituito il Marchio comunitario.
L’Ufficio per l'Armonizzazione nel Mercato Interno (UAMI), con sede ad Alicante (Spagna), è l'ufficio atto a ricevere le domande di marchi comunitari e a rilasciare l’inerente concessione.
Le lingue ufficiali previste per l’adozione di tale strumento di deposito sono italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo.
Con un marchio comunitario è possibile ottenere la protezione legale di un segno distintivo, per dieci anni a partire dalla data di deposito della domanda, automaticamente in tutti i quindici Paesi aderenti all’Unione Europea (UE), mediante il deposito di un'unica domanda.
Di tale procedura vanno evidenziati alcuni rischi. Secondo il regolamento attualmente vigente, infatti, se a seguito dell’esame la domanda di marchio non fosse accettata per qualunque motivo (ad esempio la preesistenza di un marchio nazionale in uno dei Paesi aderenti), quest’ultima sarebbe rigettata per tutti i paesi dell’UE ed il titolare del marchio sarebbe costretto ad attivare una procedura di conversione, vale a dire a presentare delle singole domande in ciascun paese con un evidente incremento dei costi.
Per la titolarità del marchio Comunitario, va inoltre, segnalata l’assenza di limitazioni di cittadinanza, residenza o eventuale sede della società in ambito UE, in quanto estesa alla totalità dei soggetti interessati.