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LA TUTELA GIUDIZIARIA DI MARCHI E BREVETTI

L’azione giudiziaria a tutela dei marchi viene definita “azione di contraffazione”; dal momento che, appunto, per contraffazione si intende violazione, da parte di terzi, dei diritti esclusivi su tali segni distintivi.
Se il marchio è stato registrato in Italia, legittimati alla inerente proposizione dinanzi all’Autorità giudiziaria Italiana (cui spetta la giurisdizione, indipendentemente da cittadinanza, domicilio o residenza delle parti) sono: il titolare del marchio ed il suo licenziatario esclusivo (generalmente si ammette l’intervento del licenziatario non esclusivo, o del distributore, nel giudizio già promosso dal titolare).
L'azione giudiziaria va promossa contro gli autori del comportamento illecito: fabbricante (che ha apposto il marchio), rivenditore, eventuale licenziatario.
Il titolare del marchio (ed il licenziatario) hanno la legittimazione attiva ad agire anche nel caso in cui il segno distintivo, oggetto della domanda, non sia stato ancora registrato. Però, siccome il rilascio della registrazione costituisce una condizione necessaria per l'emissione della sentenza, è possibile fare istanza all'UIBM per accelerare l'iter di registrazione, allegando l'atto introduttivo di giudizio.
Esempi di uso illecito del marchio:
a) l'utilizzazione del marchio altrui in funzione ornamentale o nell'ambito della cosiddetta pubblicità «per agganciamento»;
b) l'utilizzazione del segno nella corrispondenza;
c) l’apposizione del segno altrui su prodotti destinati all'esportazione.
Quanto alla competenza va detto che essa appartiene al giudice del domicilio del convenuto. Ma se quest’ultimo non abbia residenza, dimora o domicilio, spetta al giudice del domicilio dell’attore; e se questi non abbia domicilio, residenza o dimora in Italia, al giudice del foro di Roma.
In alternativa a tale impostazione, la legge prevede la competenza del giudice del luogo in cui si è verificata la contraffazione, dove cioè i prodotti e/o servizi del produttore, recanti il marchio contraffatto, sono stati messi in vendita dal distributore o rivenditore, o comunque, reclamizzati (cd.
fenomeno del forum shopping, o competenza diffusa a tutti i fori del Paese).
Una copia dell’atto di citazione deve essere comunicata (prima della decisione), a cura dell’attore, all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi; in caso contrario la causa instaurata dovrà ritenersi improcedibile (non essendo state previste a tal proposito ulteriori sanzioni).