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CENNI STORICI

Quando si parla di proprietà industriale ci si riferisce a diritti conferiti da brevetti, modelli, marchi, diritti ai quali nel corso dei secoli è stata riconosciuta, da quasi tutti gli Stati, una tutela giuridica sempre più ampia e particolareggiata, divenendo spesso strumento non solo di progresso ed evoluzione delle nazioni, ma anche di conquista o quantomeno di supremazia delle nazioni più evolute nei confronti delle altre.
L’Italia ha il merito e il vanto della più lunga tradizione legislativa nel settore della proprietà industriale.
Il primo caso di esclusiva garantita dalla legge all'inventore riguarda la gastronomia: nella città di Sibari nel VI secolo a.C. la legge garantiva ai cuochi inventori di nuove ricette l'esclusiva per un anno .
La “Parte” (legge veneziana del 1474) è la prima legge nella storia a stabilire il diritto dell’inventore
ad ottenere un privilegio per la divulgazione della propria invenzione, ed è sorprendente come quest’antica legge contenga già tutti i principi delle leggi brevettuali moderne (novità, esclusiva, limiti territoriali, ecc.).
E’ interessante ricordare che uno dei primi beneficiari di questa legge brevettuale è stato Galileo Galilei, per un innovativo sistema di pompaggio delle acque ed irrigazione dei campi.
Come successive tappe nella nascita di un diritto delle invenzioni vanno considerate:
• Lo “Statute of Monopolies” nel 1623, il quale attribuiva un’esclusiva di sfruttamento dell’invenzione a favore del primo inventore;
• il “Patent Act” americano del 10 aprile 1790, il quale riconosceva agli inventori il diritto di ottenere una “patente” che attribuiva, per un periodo di 14 anni, la facoltà esclusiva di fabbricare, usare e vendere l’oggetto dell’invenzione;
• la Convenzione d’Unione di Parigi del 20 marzo 1883, che ha evidenziato per la prima volta la necessità di abbandonare l’applicazione del diritto internazionale privato, inadatto all’apertura delle economie e allo sviluppo degli scambi internazionali;
• il Trattato di Cooperazione in materia di Brevetti (Patent Cooperation Treaty o PCT) del 1970 e la Convenzione sul Brevetto Europeo (CBE) del 1978;
• gli accordi TRIPs (Trade Related Aspects of Intellectual Property Rights), stipulati nel 1994 da 114 Stati in sede di negoziati GATT che, per bloccare il fenomeno della contraffazione e della pirateria intellettuale, stabiliscono dei requisiti minimi di protezione della proprietà intellettuale cui tutti gli Stati devono attenersi.
In generale si può affermare che il moderno sistema internazionale dei brevetti risale alla Convenzione d’Unione di Parigi del 1883 nella quale viene per la prima volta stabilito il principio di reciprocità, secondo il quale ciascuno Stato membro dell’Unione deve garantire ai cittadini degli altri Stati membri la medesima protezione e i medesimi vantaggi concessi ai propri cittadini.
La sempre maggiore integrazione ed internazionalizzazione dei mercati, in cui le imprese si trovano attualmente ad operare, frutto anche del crescente sviluppo dei mezzi informatici per la distribuzione di beni e servizi, sta determinando un contesto sempre più uniforme a livello legislativo e di richieste di mercato.
In tale ambito l’innovazione, intesa quale risultato dell’attività di ricerca e dello sviluppo tecnologico, sta assumendo un ruolo essenziale nel processo produttivo, in quanto capace di assicurare, anche in periodi di recessione, il miglioramento delle posizioni di mercato, rispondendo a nuovi bisogni ed interessi.
La creatività dell’impresa non può prescindere dall’esistenza di un’adeguata tutela (nazionale,
europea, mondiale), in grado di garantire una adeguata protezione dei risultati, degli investimenti ed
il godimento esclusivo contro le imitazioni e le appropriazioni di terzi.